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36.Excursus su Luca e il suo Vangelo

LUCA E IL SUO VANGELO (Scuola della Parola, n. 36)

Un primo elenco di caratteristiche di Luca:

– non apostolo, ma discepolo di seconda generazione

– discepolo e compagno di viaggio di Paolo

– forse vissuto del tempo con Maria

– medico, pittore, scrittore

– greco madrelingua, non ebreo

– l’Abbà nella vita di Gesù

– Storia, storico: Vangelo del cammino

– Vangelo dello Spirito

– Vangelo della misericordia e della mansuetudine

– Vangelo della povertà

– Vangelo della gioia

– Vangelo della preghiera

– Vangelo dell’attenzione alle persone

– Vangelo senza sconti

– Vangelo del Regno di Dio

– Vangelo e Atti: Gesù e la sua Chiesa

Internet, da Cathopedia

“Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto” (Lc 1,1-4)

Il Vangelo secondo Luca è il terzo Vangelo; è uno dei Vangeli sinottici (syn-optikòs: che si possono guardare insieme se li metti in colonne affiancate, la cosiddetta “sinossi” dei Vangeli).

Si come e quanto Marco, Matteo e Luca si sono “scambiati” il materiale evangelico dibatte da secoli ormai la “questione sinottica” (Marco il più antico, Matteo e Luca con brani propri, brani presi da Marco e brani presi dall’altro).

e presenta in maniera pronunciata un ritratto misericordioso di Dio e di Gesù.

Indice

1        L’autore e il suo vangelo

2        Il luogo e la data di composizione

3        Contenuto

4        Punti fondamentali della teologia di Luca

4.1     La preghiera

4.2     Agire con la forza dello Spirito

4.3     Il regno di Dio nell’opera di Gesù

4.4     Povertà materiale ed economica

4.5     Isolamento culturale e politico

4.6     Essere discepoli di Gesù

4.7     Luca, il vangelo della gioia

4.8     La morte di Gesù, fine e principio

  1. L’autore e il suo vangelo

Secondo l’antica tradizione ecclesiastica, l’autore del terzo vangelo è san Luca,

un collaboratore serio e fidato dell’apostolo Paolo menzionato nel versetto Fm 24, nella 2Tim 4,11 e nella Col 4,14

dove viene chiamato il caro medico.

Ireneo di Lione commenta:

«Luca, che accompagnava Paolo, ha pubblicato in un libro il vangelo predicato da costui. » (Adversus Haereses, 3,1,1)

 

In base al suo stile linguistico e alle sue conoscenze teologiche,

era una persona che conosceva benissimo la lingua greca, come la sua lingua materna.

Il suo speciale interesse per questioni di escatologia individuale,

nonché la sue enfasi sulle azioni profetiche di Gesù potrebbe indicare il passato pagano (non giudaico) dell’autore del vangelo.

In ogni caso, egli affonda le sue radici nella cultura greco-ellenistica del mediterraneo.

La forte familiarità con l’Antico Testamento e la centralità della “città santa” (Gerusalemme) nella sua opera non sembrano contraddire quanto appena detto.

Inoltre si può dire che faceva parte dei cosiddetti “timorati di Dio”,

persone che credevano in Dio e vivevano nel mondo della lingua greca senza un contatto diretto con la sinagoga.

  1. Il luogo e la data di composizione

Il Vangelo di Luca è stato scritto dopo il 70 d.C. (data della distruzione di Gerusalemme da parte di Tito).

In favore di questa data parla la forma con cui Luca descrive la caduta della città (capitolo 21).

Si pensa perciò che dovette trascorrere un certo numero di anni tra questi avvenimenti e l’ultima redazione del suo vangelo.

Del resto, gli Atti degli Apostoli presuppongono già il terzo vangelo (1,1);

e, poiché il libro degli Atti fu scritto probabilmente prima della persecuzione di Domiziano, a partire dagli anni 90 d.C., il vangelo di Luca deve essere sorto al più tardi agli inizi degli anni 80 della nostra era.

 

Circa il luogo della composizione, non abbiamo a nostra disposizione testimonianze ecclesiastiche.

Come già detto, molte indicazioni mostrano che l’autore conosce bene il mondo del Mediterraneo

e sembra conoscere poco la situazione della Palestina.

Si pensa e presuppone perciò che Luca abbia scritto la sua opera fuori della Palestina,

nella regione orientale del Mediterraneo.

  1. Contenuto

Dovendo dare una divisione schematica all’opera si può dire che consta di sette parti così suddivise:

I parte: Nascita e vita nascosta di Giovanni Battista e Gesù (capitoli 1 e 2);

II parte: Preparazione del ministero di Gesù (capitoli 3,4-13);

III parte: Ministero di Gesù in Galilea (dal capitolo 4,14 fino al capitolo 9,50);

IV parte: La salita verso Gerusalemme (dal capitolo 9,51 fino al capitolo 19,27);

V parte: Ministero di Gesù a Gerusalemme (dal capitolo 19,28 fino al capitolo 21);

VI parte: La passione (capitoli 22-23);

VII parte: La risurrezione (capitolo 24).

 

L’opera inizia con un prologo nel quale l’autore spiega il motivo per cui l’ha scritta.

Si capisce anche che, non potendosi riferire a esperienze dirette come Matteo e Giovanni,

Luca ha svolto un vasto lavoro di ricerca andando anche a “sbirciare” tra gli altri testi

che all’epoca giravano tra le comunità cristiane che avevano, ormai, circa trent’anni.

Dopo il prologo, nella I parte, Luca narra del periodo che va dall’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria fino alla nascita di Gesù,

la sua presentazione al Tempio per il rito della circoncisione

e al suo ritrovamento tra i dottori a Gerusalemme mentre, alla tenera età di 12 anni, li lasciava stupiti per la sua parola.

All’interno dei questi due primi capitoli, Luca inserisce i suoi tre cantici (Magnificat, Benedictus e Nunc dimittis)

che costituiscono la prima raccolta dei suoi scritti assolutamente originali e unici rispetto agli altri evangelisti.

 

Nella II parte, dedicata alla preparazione del ministero di Gesù,

sono evidenziati il battesimo di Gesù

e le tentazioni nel deserto riportate anche da Marco e Matteo.

 

Nella III parte, relativa alla missione in Galilea,

l’autore narra gli avvenimenti accaduti nell’area geografica da dove provengono Gesù e gli apostoli

senza discostarsi eccessivamente dai vangeli precedenti.

 

Nella IV parte è netta la distinzione del vangelo di Luca rispetto a quelli di Marco e Matteo:

in essa l’evangelista inserisce una serie di discorsi unici e originali come i tre cantici di cui sopra:

la versione del Padre Nostro diversa da quella di Matteo, l’invito a non accumulare tesori,

le tre parabole della misericordia, i racconti dell’amministratore infedele, del ricco cattivo e del povero Lazzaro

e quello del giudice iniquo e della vedova importuna,

evidenziano in modo inequivocabile l’originalità dell’opera e i temi cari al suo autore:

l’importanza della preghiera, la ricerca della povertà e l’esercizio della misericordia.

 

La V parte si apre con l’ingresso trionfale a Gerusalemme, caro anche a Marco e Matteo,

riporta l’originale lamento sulla città santa, la parabola dei vignaioli omicidi parallela agli altri due vangeli

e termina con il lungo discorso (capitolo 21) sulla rovina di Gerusalemme, il ritorno glorioso del Messia e l’invito a vegliare.

Questo discorso, riportato anche da Marco e Matteo con qualche variante,

ha indotto alcuni studiosi a supporre che i vangeli siano stati scritti dopo l’assedio di Gerusalemme da parte dei Romani

con la sua definitiva distruzione nell’anno 70.

Tale teoria contrasterebbe con tutte le prove che datano i vangeli molto tempo prima,

anche se lascia libero il campo all’idea che i brani finali siano stati redatti in un secondo momento

da alcuni gruppi di discepoli dei vari evangelisti.

 

La passione occupa tutta la VI parte con la narrazione del processo e della crocifissione di Gesù

nella quale Luca inserisce un altro testo originale, quello del buon ladrone, assente in Marco e Matteo.

 

Tutto il vangelo lucano risente della formazione dell’autore alla scuola di Paolo:

in Marco è evidente l’esigenza dell’evangelista di presentare in modo immediato e sintetico l’opera e il messaggio di Gesù;

in Matteo è predominante la visione del Cristo come il nuovo Mosè che viene a dare compimento alla legge e ai profeti;

in Luca, oltre i due valori precedenti, è fondamentale che la Buona Notizia sia per tutti,

va oltre i confini della Palestina per essere accolta da tutti gli uomini fino agli estremi confini della terra.

È questa, d’altronde, la missione che Paolo ha sentito di dover portare avanti fin dagli inizi della sua predicazione,

questo ha trasmesso ai suoi discepoli e Luca, che lo ha accompagnato nel suo primo viaggio,

non poteva non lasciarsi affascinare da questa visione universalistica della storia della salvezza.

 

Il terzo vangelo termina, dal punto di vista redazionale, con la risurrezione, le apparizioni di Gesù e la sua ascensione al Padre,

ma l’opera lucana continua con gli “Atti degli apostoli” con cui Luca racconta la nascita della Chiesa, le sue prime persecuzioni,

l’apertura al mondo pagano e il ministero di Paolo che, come già detto, ha “esportato” il messaggio evangelico al di là dei confini giudaici

fino alla città crocevia di tutte le genti: Roma.

  1. Punti fondamentali della teologia di Luca:

4.1 La preghiera

All’inizio del suo vangelo, Luca porta i lettori nel tempio di Gerusalemme, luogo di preghiera.

Come Israele si raduna nel tempio per la preghiera, così fa anche il nuovo popolo di Dio.

Anche Gesù si colloca all’interno di questa tradizione:

visita la sinagoga e prende parte alle feste religiose di Israele.

La preghiera lo accompagna nella sua attività: 3,21 (durante il battesimo); 5,16 (si ritirava a pregare); 6,12 (prima di scegliere i Dodici);

11,1 (pregava in un luogo); 23,34 (prega per i suoi carnefici); 23,46 (muore pregando); 24,30 (prega con i Discepoli).

Gesù insegna a pregare: 11,2-13 (Padre nostro); 18,1-14 (la necessità della preghiera).

Dalla preghiera si trae la forza per vivere.

La preghiera è il centro della vita di Gesù e dei suoi discepoli, nonché della comunità cristiana.

4.2 Agire con la forza dello Spirito

Nella presentazione che Luca fa della persona e dell’opera di Gesù,

esiste la convinzione che in Lui agiscano lo Spirito e la forza di Dio.

1,35 (concepito per opera dello Spirito Santo); 3,22 (nel battesimo riceve lo Spirito);

4,1 (con la forza dello Spirito va nel deserto e predica in Galilea);

4,18-19 (agisce e si muove con e nello Spirito).

4.3 Il regno di Dio nell’opera di Gesù

Nelle narrazioni del vangelo lucano Gesù prende le parti dei poveri, degli oppressi e dei socialmente deboli.

In questa attività diviene operante il regno o la signoria di Dio.

Perciò, quando incontra Gesù, la gente sperimenta cosa significa il regno di Dio e come questo cambia la loro vita.

Così, tutta l’opera di Gesù diventa la buona notizia, l’annuncio del regno di Dio.

Con questo termine Luca a volte designa la realtà divina che agisce sulla terra,

senso abituale in Matteo (13, con i paralleli in Luca 8,11-15; 13,18-21).

A volte Luca si riferisce anche al regno escatologico, o dell’aldilà,

che condiziona il nostro comportamento di qua ed esige la nostra fede (13,27-29; 14,15; 19,11; 22,16-18).

Se il regno è presente sulla terra, (17,21), lo è nella persona del Figlio dell’Uomo (17,22);

in questo modo si spiegherebbe come, nonostante il Regno debba ancora venire (11,2),

in un certo qual modo è già arrivato a noi (10,9.11; 11,20).

4.4 Povertà materiale ed economica

della povertà è una questione centrale e fondamentale nel vangelo di Luca.

Espressioni programmatiche le troviamo in: 6,20-21 (le beatitudini); 7,22 (risposta ai messi del Battista).

Altri aspetti sono presenti in: 2,1-14; 4,18-19 (destinatari privilegiati del messaggio di salvezza); 12,13-21 (il ricco stolto);

16,19-31 (il ricco ingordo e Lazzaro).

Per Luca i poveri e i bisognosi sono i beneficiari del regno di Dio;

non perché lo meritino, ma per la volontà e misericordia di Dio, che vuole mostrarsi come loro vero re,

secondo le concezioni dell’antico vicino Oriente, dove il monarca ideale era colui che proteggeva il povero, l’orfano e la vedova.

Il ricco veramente buono decide di condividere i propri beni.

È il caso di Zaccheo (19,1-10).

4.5 Isolamento culturale e politico

Luca conosce anche un’altra forma di povertà, quella che nasce dalle caratteristiche e dai processi culturali di quell’epoca.

Una parte di questi poveri sono i pubblicani e i peccatori, nonché le donne e i bambini.

La loro povertà può non essere materiale.

Di Zaccheo, si dice che aveva una considerevole fortuna (19,8).

Gesù era sostenuto da donne economicamente facoltose (8,3).

La loro povertà consisteva piuttosto nel fatto che, da un punto di vista socio-religioso,

essi non avevano un loro posto, o lo avevano molto in basso, nella gerarchia della società antica.

Gesù si avvicina e mangia e beve con loro (5,27-32; 19,1-10).

Luca svela anche l’interesse di Gesù per i bambini: (cfr. 9,47-48; 18,16.17).

4.6 Essere discepoli di Gesù

Seguire Gesù non significa soltanto abbandonare tutto, ma include un camminare a fianco di Gesù.

Questo “camminare” di Gesù termina Gerusalemme (come è stato detto).

A ciò va però unito intimamente l’invito a seguirlo (9,23).

Luca negli Atti indicherà come la comunità cristiana viveva questo cammino della sequela in solidarietà con i poveri e gli esclusi.

4.7 Luca, il vangelo della gioia

Le espressioni “gioia”, “giubilo”, “rallegrarsi”, “felicità”, “pace” sono molto più frequenti nel terzo vangelo che non in Matteo e Marco.

In Luca, Gesù e i discepoli sono uomini di gioia e di pace.

La gioia è presente in: 1,14.44.58 (nascita di Giovanni il Battista); 1,28 (annunciazione); 1,41.44 (visitazione); 2,10 (annuncio ai pastori);

10,21 (gioia di Gesù); 19,6 (gioia di Zaccheo); 24,41 (a Emmaus); 24,52 (dopo l’assunzione o l’ascensione).

4.8 La morte di Gesù, fine e principio

L’opera terrena di Gesù termina con la sua morte in croce.

La sua sofferenza e la sua morte corrispondono al piano divino di salvezza,

come viene formulato nella Scrittura:

«Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria? » (24,26)

Nella misura in cui gli apostoli, abilitati a ciò dalla forza dello Spirito, diffondono e predicano il messaggio del vangelo,

Gerusalemme diventa il punto di partenza della salvezza per tutti gli uomini.

Il regno di Dio è iniziato con l’opera di Gesù.

La predicazione del vangelo non è semplicemente la diffusione e lo sviluppo di una dottrina,

ma fondamento e proposta per l’impegno cristiano.

 

Dal sito: GliScritti.it

Riferimenti dei temi principali

Le indicazioni di luogo, coordinate geografiche e teologiche

-il simbolo del toro o vitello

-Gerusalemme è il centro iniziale di tutto

-inizio con Zaccaria

-Gesù portato al tempio

-Gesù dodicenne al tempio (lì inizia il suo ministero); perdita di tre giorni come “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”

-Salita a Gerusalemme 9, 51 (la Galilea è solo l’inizio)

-13, 33 perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme

-13, 34 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti… Ecco la vostra casa vi viene lasciata deserta

-17, 11 durante il viaggio verso Gerusalemme

-19, 45 ss. entrato poi nel Tempio… ogni giorno insegnava nel Tempio

-20, 15 e lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero

-passione e resurrezione

-da Emmaus tornano a Gerusalemme

-dopo l’ascensione e fino al dono dello Spirito

-poi “Andate fino agli estremi confini della terra”

 

I temi

Il Padre e la festa

-1, 49 non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio

-3 tentazioni: se sei figlio

-10, 21-22 io ti rendo lode, Padre… Sì, Padre, perché così è piaciuto a te. Ogni cosa mi è affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare

-12, 30 ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno… al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno

-15 padre e i suoi due figli

-22, 70 tu dunque sei il Figlio di Dio? Lo dite voi stessi: io lo sono

-23, 46 Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito

-Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno

La misericordia

-15, 8-10 dramma perduta

-15 padre e i suoi due figli

-7, 36 peccatrice perdonata

-16, 1-8 amministratore infedele

-18, 9-14 il fariseo e il pubblicano

-10, 29 buon samaritano

-Malco, il servo del sommo sacerdote guarito nell’orto del Getsemani

Il tempo

-1, 57 si compì il tempo di partorire per Elisabetta

-2, 6 si compì il tempo di partorire per Maria

-2, 21 compiuto il tempo della loro purificazione

-lo Spirito Santo scenderà su di te

-gli angeli (cioè non è opera umana)

-vi annunzio una grande gioia

-At 2, 1 mentre il giorno di Pentecoste stava per compiersi

L’ “oggi” di Cristo che realizza questo compimento

-4, 16 Secondo il suo solito; espressione che si ripete (esprime la quotidianità)

-ma insieme: “oggi”

-2, 11 oggi nella città di Davide vi è nato un Salvatore

-4 a Nazaret: lo Spirito del signore è su di me; un anno di misericordia; oggi si è adempiuta questa parola nelle vostre orecchie

-passando in mezzo a loro se ne andò

-18, 37 passa Gesù il Nazareno

-5, 26 oggi abbiamo visto cose prodigiose

-13, 31 oggi e domani compio…

-16,16 la Legge e i Profeti fino a Giovanni; da quel momento in poi è annunziato il regno di Dio e ognuno si sforza…

-17, 20-22 il regno di Dio è in mezzo a voi

-19 Zaccheo 2 volte

-23,43 oggi sarai con me in Paradiso

-13, 1-9 torre che cade (e si apre il tema della misericordia)

-At 2, 16 accade, invece, quello che predisse il profeta Gioele

-At 3, 24 tutti i profeti annunziano questi giorni

-At 4, 9 visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato ad un uomo infermo

-At 7, 52 del quale voi ora siete diventati traditori ed uccisori

-At 28, 28 sia dunque noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani ed essi l’ascolteranno

Lo Spirito Santo

-1, 14 sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre

-1, 35 lo Spirito Santo scenderà su di te

-1, 41 Elisabetta fu piena di Spirito Santo

-1, 67 Zaccaria suo padre fu pieno di Spirito santo e profetò dicendo: Benedetto…

-2, 25-27 c’era un uomo di nome Simeone… lo Spirito Santo gli aveva preannunziato… mosso dunque dallo Spirito

-3, 16 costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco

-3, 22 e scese su di lui lo Spirito Santo, in apparenza corporea, come di colomba

-4, 1 Gesù, pieno di Spirito Santo… fu condotto dallo Spirito nel deserto

-4, 14 Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo

-4, 18 lo Spirito del Signore è sopra di me

-10, 21 Gesù esultò nello Spirito Santo e disse…

-11, 13 quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono

-At 1, 2 apostoli che si era scelti nello Spirito Santo

-At 1, 4-5 attendere che si adempisse la promessa… voi invece sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni

-At 1, 8 avrete forza dallo Spirito Santo

-At 1, 16 ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo

-At 2, 4 ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo

-At 2, 33 dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo lo ha effuso

-At 2, 38 dopo riceverete il dono dello Spirito Santo

-At 4, 25 tu che per mezzo dello Spirito Santo dicesti per bocca del nostro padre, il tuo servo Davide

-At 4, 31 tutti furono pieni di Spirito Santo

-At 5, 32 e di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo che Dio ha dato a coloro che si sottomettono a Lui

-At 6, 3 cercate… sette uomini… pieni di Spirito e di saggezza

-At 7, 55 Stefano, pieno di Spirito Santo

-At 8, 15 pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro… imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo

-At 9, 17 perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo

-At 10, 44ss. Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese su tutti coloro… si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo

-At ecc. ecc.

 

La preghiera

 

-Maria: avvenga di me secondo la tua parola

-tre preghiere del Magnificat, Benedictus e Nunc dimittis

-6, 12-13 Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno chiamò a sé i suoi disceoli e ne scelse dodici…

-9, 28 Gesù salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante

-10, 38-42 Marta e Maria

-18, 1-8 la vedova importuna e il giudice

-18, 9-14 il fariseo e il pubblicano

-22, 32-33 ma io ho pregato per te

-23, 34 Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno

-23, 46 Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito

La Chiesa

-24, 15-35 Emmaus

-24, 36-43 apparizione ai discepoli a Gerusalemme

-At sempre la Chiesa in un crescendo

-At 1, 13 c’erano Pietro e Giovanni…

-At 1, 21-22 bisogna che uno… divenga, insieme a noi, testimone della resurrezione

-At 2, 41 e quel giorno si unirono a loro circa 3000 persone

-3 sommari della vita della Chiesa At 2, 42-48; 4, 32-35; 5, 12-18

-At 10, 44ss. Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese su tutti coloro… si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo

-At 15 controversia ad Antiochia e “concilio” di Gerusalemme

L’annunzio

-4, 25-30 a Nazareth, vedova di Zarepta ed Eliseo e Naaman il Siro

-10, 1-20 invio e ritorno dei 72 discepoli

-At fino a Roma

-At 1, 8 e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e in Samaria e fino agli estremi confini della terra

-At 2, 8 ss. e com’è che li udiamo tutti parlare la nostra lingua nativa?… siamo ebrei e proseliti…

-At 9, 15 per portare il mio nome ai popoli, ai re e ai figli di Israele

-At 10, 44ss. Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese su tutti coloro… si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo

-At 28, 28 sia dunque noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani ed essi l’ascolteranno

Storicità e credibilità

-1, 1-4 Prologo “storico”

-At 2, 36 sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele

-indicazioni cronologiche

-2, 1 in quei giorni un decreto di Cesare Augusto…

-3, 1 ss. nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare…

-At 5, 36-37 venne Tèuda, dicendo di essere qualcuno.. fu ucciso… e finirono nel nulla… dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento

-At 11, 28 ciò che di fatto avvenne sotto l’imperatore Claudio

-At 12, 1-2 il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni

-At 18, 12 mentre era proconsole dell’Acaia Gallione

-At 24, 27 Felice ebbe come successore Porcio Festo…

Del condividere i beni

-3, 10-14 a Giovanni Battista: “Che dobbiamo fare?”

-6, 20-28 beati voi poveri… ma guai a voi ricchi

-6, 36 siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro

-12, 31-21 chi accumula tesori: anima mia riposati; guardarsi dall’avarizia

-14, 12-14 sulla scelta degli invitati

-14, 28-33 chi vuol costruire una torre

-16, 9 procuratevi amici con la disonesta ricchezza

-16, 14 i farisei, che erano attaccati al denaro

-16, 19 ss. il ricco e il povero Lazzaro

-19, 1 ss. Zaccheo

-21, 34 state bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano