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Lectio dal 22.2.24

136 – 22 febbraio 2024 – Jd 5-8

 

Lectio del 22.2.24

 

Testo

 

5  Ὑπομνῆσαι δὲ ὑμᾶς βούλομαι, εἰδότας [ὑμᾶς] πάντα ὅτι [ὁ] κύριος ἅπαξ λαὸν ἐκ γῆς Αἰγύπτου σώσας τὸ δεύτερον τοὺς μὴ πιστεύσαντας ἀπώλεσεν,

[5] A voi, che conoscete tutte queste cose, voglio ricordare che il Signore, dopo aver liberato il popolo dalla terra d’Egitto, fece poi morire quelli che non vollero credere

6  ἀγγέλους τε τοὺς μὴ τηρήσαντας τὴν ἑαυτῶν ἀρχὴν ἀλλὰ ἀπολιπόντας τὸ ἴδιον οἰκητήριον εἰς κρίσιν μεγάλης ἡμέρας δεσμοῖς ἀϊδίοις ὑπὸ ζόφον τετήρηκεν,

[6] e tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del grande giorno, gli angeli che non conservarono il loro grado ma abbandonarono la propria dimora.

7  ὡς Σόδομα καὶ Γόμορρα καὶ αἱ περὶ αὐτὰς πόλεις τὸν ὅμοιον τρόπον τούτοις ἐκπορνεύσασαι καὶ ἀπελθοῦσαι ὀπίσω σαρκὸς ἑτέρας, πρόκεινται δεῖγμα πυρὸς αἰωνίου δίκην ὑπέχουσαι.

[7] Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che alla stessa maniera si abbandonarono all’immoralità e seguirono vizi contro natura, stanno subendo esemplarmente le pene di un fuoco eterno.

8  Ὁμοίως μέντοι καὶ οὗτοι ἐνυπνιαζόμενοι σάρκα μὲν μιαίνουσιν κυριότητα δὲ ἀθετοῦσιν δόξας δὲ βλασφημοῦσιν.

[8] Ugualmente anche costoro, indotti dai loro sogni, contaminano il proprio corpo, disprezzano il Signore e insultano gli angeli.

 

Sintesi per comunicare (Sito)

 

Lectio divina giovedì su Jd 5-8, un testo così “oscuro” (è proprio il caso di dirlo!) perché parla di cose su cui purtoppo abbiamo troppo poche informazioni per poterlo trattare e anche farlo diventare motivo di conoscenza e consapevolezza per noi oggi, anche nei nostri tempi.

Ma noi, come per tutta la Parola di Dio (annunciata nei tempi e “rivestita” dei tempi che l’hanno vista proporsi per dare senso alla vita dell’uomo e del mondo), usando tutti i mezi che abbiamo e ascoltando il nostro cuore reagire a questa Parola e insieme accogliendo l’interpretazione autorevole della Chiesa e il cuore dei fratelli e sorelle che ci hanno preceduto, soprattutto coloro che la Chiesa Madre ci propone perché li imitiamo (cioè i “santi”), possiamo ricevere luce, indicazioni e forza per vivere la nostra vita di fede. E’ per questo che celebriamo questi momenti di ascolto, meditazione e condivisione tra noi, chiamati appunto “lectio divina”.

Nei versetti trattati giovedì scorso il fratello Giuda, servo di Gesù Cristo, per ricordare a tutti la fede comune nel “Signore e Padrone” Gesù Cristo, ci presenta la sorte negativa (di “caduta in disgrazia”) per tutti coloro di cui parla sopra (in modo piuttosto indefinito e impossibile da identificare storicamente!) che si sono “infiltrati” nelle comunità credenti per proporre idee e comportamenti assolutamente in contrasto con l’unico ed eterno Vangelo che ci è stato annunciato dagli Apostoli e che le comunità credenti hanno accolto e secondo il quale vivono.

Ora questa sorte negativa cui sono destinati i “traditori” della fede è presentata in maniera convenzionale e stereotipata ricorrendo a fatti conosciuti dell’Antico Testamento e ad affermazioni e racconti contenuti in libri apocrifi che Giuda cita come fonte di verità insieme ai libri canonici (il che per qualche tempo ha trattenuto qualche comunità dall’accettare questa lettera di Giuda nell’eleno ufficiale – il canone – dei libri ispirati dallo Spirito e considerati tali da allora e per sempre dalla Chiesa.

Giuda ricorre a tre fatti conosciuti:

1) dai libri apocrifi accoglie la storia degli angeli decaduti, che per un loro peccato non meglio identificato, hanno lasciato il loro posto e il loro rango e Dio li ha rinchiusi in un luogo di tenebre in attesa el giudizio finale. Gli studiosi attirano la nostra attenzione su Gn 6,1-5, il misterioso brano in cui i “figli di Dio” sono attratti dalla bellezza delle “figlie degli uomini”, si uniscono a loro e nascono i giganti e gli eroi. E poi subito dopo il testo parla della malvagità che si era diffusa sulla terra. Nei secoli questo brano è stato interpretato in vari modi e poi con l’allargarsi dell’angelologia (convinzione dell’esistenza e attività di angeli e demoni) si è arrivati agli angeli decaduti, prototipo e forse anche causa del peccato ell’uomo. Come loro questi traditori della fede saranno trattati con un castigo senza remissione

2) il secondo esempio è molto meglio conosciuto perché fa riferimento al peccato di Sodoma e Gomorra in Gn 19. Secondo la convinzione del tempo di Giuda, quelle città empie (responsabili soprattutto di sodomia e desideri perversi nei riguardi degli angeli inviati da Dio a Lot) bruciano ancora sotto la superficie del Mar Morto.

3) Nell’Antico Testamento (soprattutto in Dt 13 e Gr 27) si parla di profeti “sognatori” che vanno dietro ai loro sogni piuttosto che alla Parola di Dio. Non che i sogni non fossero considerati un modo per Dio di rivelarsi e comunicarsi all’uomo (basta ricordare l’esempio di Giuseppe sposo di Maria) ma occorre distinguere tra chi accoglie e obbedisce alla Parola di Dio anche espressa nel sogno e chi invece scambia il proprio “sognare”, inventare, costruirsi un proprio “castello in aria” come se fosse una autentica Parola di Dio.