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in Gesù, misericordia e pace.

Con un po’ di ritardo desidero raccontarvi qualcosa di quello che abbiamo detto lunedì scorso. Dopo la Parola, abbiamo parlato di profeti e profezia. Il profeta (dal greco ‘pro’-‘femì’ ‘parlo per’, ‘parlo in nome di ‘,’porto la parola di..) è l’esperienza che sta alla base della Parola orale e scritta lungo la storia, e in particolare della Parola raccolta nella Bibbia. Dell’esperienza profetica ho sottolineato un aspetto particolare e per questo mi sono riferito a tre testi famosi:

– il capitolo 20,7ss del libro di Geremia in cui il profeta sente la presenza della Parola di Dio in sé e non vorrebbe “portarla” agli altri, perché fonte di sventure

– il capitolo 7 del secondo libro dei Re in cui il profeta Natan approva il piano di Davide di costruire un tempio a Dio ma “quella stessa notte la Parola del Signore fu rivolta a Natan” ordinando di riferire a Davide il contrario

– il capitolo 1,22ss del vangelo secondo Marco in cui la gente si meraviglia di Gesù che “parla con autorità e non come i loro scribi: Gesù annuncia una parola nuova in prima persona “ma io vi dico”..

Ti prego, se non lo hai ancora fatto, comincia leggere (possibilmente un angolino di cinque minuti al giorno) la Parola di Dio e ad accogliere la Parola come “Parola-per-me”.

Abbiamo detto che i credenti (o i ricercatori della verità) si distinguono dal fatto che considerano la Parola/Rivelazione/Luce/senso/Comunicazione/Progetto/Azione (tanto e molto di più è ‘Parola’!) all’origine della vita, come motore di vita e svelamento del cammino dell’esistenza.

C’è poi quella Parola particolare che i profeti “sentono” come “non loro” e che “portano” e “annunciano” agli altri per svelare il senso di passato presente e futuro, divenendo di fatto “comunicazione di Qualcuno per me, per noi”.

E profeti ce ne sono stati e ce ne sono, anche se per noi cristiani il punto più alto, con il quale va confrontato tutto è il Profeta Gesù Cristo, proclamato lui stesso “Parola” dal vangelo di Giovanni 1, “Parola che si è fatta carne”.

Lunedì cominceremo qualche nota tecnica sul libro della Bibbia.

Mi raccomando ogni giorno la sublime invocazione di Gesù a Dio chiamato “papà”: “Abbà, nelle tue mani affido la mia vita”. Questo in Luca 23,46, sulla croce, ultimo grido che chiede ancora vita a Colui che con la sua Parola tutto ha creato, tutto governa e a tutto dà senso..

Primo

p.s. il mio sito è a disposizione per ogni cosa (www.primociarlantini.it). Puoi scrivermi, possiamo organizzarci di parlare di persona o a piccoli gruppi.. Inventiamo la comunione sulla Parola!

Stasera, lectio divina, secondo livello, ore 21, su meet.jit.si/VediamociConPrimo