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29 Aprile 2024

136. Lunedì 29 aprile 2024
62. 2Tm – Seconda lettera a Timoteo

 

1,1-18 – I. PAOLO APOSTOLO ESORTA TIMOTEO INVIATO A TESTIMONIARE E VIVERE

1,1-5 – Indirizzo e ringraziamento: ravviva in te il dono che è in te per l’imposizione delle mie mani

1,6-18 – Le grazie ricevute da Timoteo

2,1-26 – II. SOFFRIRE E LOTTARE PER LA COMUNITA’. I FALSI DOTTORI

2,1-13 – Il senso delle sofferenze dell’apostolo cristiano: quanto Ha sofferto Paolo per Cristo!

2,14-26 – Lotta contro il pericolo attuale dei falsi dottori

3,1-16 – III. GLI ULTIMI TEMPI

3,1-16 – Fare attenzione ai pericoli degli ultimi tempi: comportamenti riprovevoli e comportamenti giusti. La sorgente della Parola per il cuore e la vita del credente.

4,1-22 – IV. PAOLO DAVANTI ALLA SUA SORTE FINALE. RACCOMANDAZIONI

4,1-5 – Raccomandazione solenne

4,6-8 – Paolo al tramonto della sua vita

4,9-18 – Ultime raccomandazioni

4,19-22 – Saluto e augurio finale

 

Seconda lettera di Paolo a Timoteo, uno scritto vibrante di entusiasmo per Cristo e di sdegno per chi vorrebbe stravolgere il Vangelo. Il tutto avendo sullo sfondo la scena terribile del taglio della testa dell’Apostolo. Siamo intorno all’anno 67, a Roma. Paolo è consapevole che è ora di partire da questo mondo, di sciogliere le vele della sua nave umana. Ha lottato per Cristo e la Chiesa con tutte le forze.

Questa lettera ha tre filoni di ispirazione: anzitutto il “deposito” della verità affidato a Timoteo e agli altri credenti, il Vangelo della verità. Parola di Dio non incatenata, che Timoteo ha frequentato fin da bambino. Il suo impegno sarà di costruirsi come “persona degna” (2,15) nella fede testimoniata da sua nonna Loide e sua madre Eunice (1,5). “custodisci mediante lo Spirito Santo che abita in noi il bene prezioso che ti è stato affidato” (1,14).

Un secondo tratto dei contenuti di questa lettera riguarda la tentazione per le comunità di passare a interpretazioni in contrasto con il Vangelo apostolico annunciato. Paolo fa anche dei nomi e si augura che Dio li condanni tutti, come i ribelli del libro dei Numeri. Le caratteristiche di chi è fuori della vita secondo il Vangelo e invece i tratti di chi vive la fede con impegno è amore sono contenute in un lungo elenco in 3,1-10. Timoteo discepolo fedele segua in tutto la difficile ed esaltante vita di Paolo nell’obbedienza a Cristo e al suo Vangelo. La lettura, la meditazione, l’annuncio del Parola siano sempre vive nella vita del discepolo, perché è dalla Parola che attingiamo ogni insegnamento (3,14-17).

Il terzo argomento trattato con forza è la vita di Paolo stesso posto davanti alla sua fine, alla sua morte per Cristo, che egli interpreta come sacrificio vivente, in unione con il sacrificio i Cristo Agnello immolato per noi, e così Paolo è ugualmente agnello immolato nel tempio spirituale della Nuova Alleanza e il suo sangue sarà strumento di libagione vera al Dio vivente.

E’ impressionante la parte 4,6-18, in cui Paolo con estrema lucidità (e senza fare sconti!) parla della sua solitudine, del fatto che “tutti lo hanno abbandonato”. “Solo Luca è con me”. Non lo hanno sostenuto, non lo hanno difeso, non lo hanno accompagnato. La solitudine del Cristo sulla croce, quando tutti i discepoli fuggirono, si ripete qui per il discepolo fedele e si ripeterà per ogni credente perseguitato e ucciso per Cristo.